“E dicono di noi che viviamo in casa una vita senza pericolo, mentre loro combattono in guerra; ma ragionano male. Giacchè preferirei stare tre volte presso lo scudo piuttosto che partorire una volta sola!”.
Fin dai tempi più remoti si è radicata nell’umanità l’idea di una donna inferiore all’uomo, una donna debole di fisico e di carattere, una donna sensibile, una donna che piange, una donna che non può capire…
Nella classe nobile la donna deve vivere in casa preoccupandosi di curare i suoi bei capelli lunghi, indossare vestitini soffocanti che permettono all’uomo di godere della vista dei dettagli del suo corpo, dare amore ai figli, ma solo amore: perchè il compito d’istruire ed educare spetta all’uomo, padre o precettore che sia. La donna dev’essere sempre pronta a sorridere per allietare la mente del marito soffocata dai problemi politici, economici, sociali… tutte questioni che la donna non può capire: tutte questioni da uomo!
Nella classe povera invece la donna ha molte più mansioni, davvero tante; accudisce i figli, cambia i pannolini, cucina per il pranzo, rimbocca le coperte, zappa la terra per avere qualcosa da bollire in pentola, lava i panni, li stende al sole, li porta ai bambini suoi e glieli fa indossare gambina per gambina!
E a fine giornata, come la donna nobile, fresca e riposata adempisce al suo scopo di vita: PROCREARE!
Ebbene si, la donna è quell’essere per certi tratti simile all’uomo, che serve a “darci figli legittimi ed essere fedeli delle nostre case”. Certo qualcuno potrebbe obbiettare dicendo che sono discorsi d’altri tempi, ora è tutto diverso, ora c’è il rispetto per la donna, ora le donne lavorano, votano, hanno vita sociale, si divertono…si divertono.
E’ bello pensare come un gruppo di ragazzi nel nuovo millennio possa avvicinarsi a una quindicenne, stuprarla e poi dire “si è divertita pure lei”. E se qualcuno ha il coraggio di dirmi che quel 31Marzo del 2007 la ragazzina stuprata non è stata vista dagli occhi di ben otto ‘uomini moderni’ come un semplice essere vivente nato col solo scopo di soddisfare la sessualità dell’uomo, prego, sono pronta ad ascoltare le sue argomentazioni.
Leggiamo infatti Sabina Ambrogi affermare “La pubblicità si deve rifare al mondo del desiderio, e questo si rifà al sesso”. La tv, che dovrebbe essere lo specchio della società, mostre le donne… no, mi correggo: mostra le gambe di donne che risaltano un cervello piccolo come il loro dito mignolo del piede avvolto in un’eccitante tacco 12.
Tant’è vero che queste ‘donne’ spesso recitano un personaggio muto, solo l’icona di una sublime bellezza troppo stolta per permetterle di parlare a milioni d’Italiani.
E notare che osserviamo i bianchi denti delle veline pochi minuti dopo aver sentito nella pagina sociale del TG5 frasi tipo “le donne italiane sono più brave all’università, e come testimoniamo recenti studi effettuati dalla McKinsey: le aziende con maggior numero di donne in carriera funzionano meglio.” ma ditemi, qual’è la verità vera?
La verità è che è vano pensare che ‘recenti studi’ possano illuminare magicamente la mente del mondo e innalzare la donna per la sua intelligenza.
Ormai donne e uomini ragioniamo come abbiamo ragionato per migliaia di anni, se Dio questi studi li avesse fatti leggere ad Adamo, egli avrebbe visto Eva con occhi diversi ed Eva sarebbe stata consapevole delle proprie qualità.
Se Dio l’avesse detto ad Adamo, forse oggi ci sarebbe la parità dei sessi.
Ma Dio ad Adamo non l’ha detto, ed Adamo da solo non l’ha capito.
Perciò la parità dei sessi non esiste…
…non esisterà mai la parità dei sessi.
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