viaggiare col corpo su rotaie immobili…
viaggiare coi sensi attraverso mondi nuovi…
viaggiare con gli occhi delle nuvole…
viaggiare con l’odore di colori inaspettati…
viaggiare con gli sforzi della mente e della penna…
viaggiare con suoni lunghi kilometri…
viaggiare con dita rapide e nient’altro…
viaggiare con inchiostro contrastante…
viaggiare in una scatola gialla…
viaggiare nelle paranoie…
viaggiare nella monotonia…
viaggiare nei ricordi del presente…
viaggiare con i brividi ancora sulla pelle…
viaggiare con lo stomaco in subbuglio…
viaggiare col cellulare spento…
viaggiare con scarpe traballanti…
viaggiare col respiro affannato ed il cuore troppo forte…
viaggiare con uno sguardo più attento…
viaggiare senza orologio al polso…
viaggiare masticando un chewngum a denti stretti…
viaggiare chiedendosi chi sia Franco Tosi e perchè la goodyears faccia volare dirigibili…
viaggiare soli…
viaggiare tra epoche diverse…
viaggiare con l’ano ben chiuso…
viaggiare con parole sconosciute…
viaggiare al secondo piano…
viaggiare in un cilindro…
viaggiare incontrando sempre le stesse facce…
viaggiare osservando un vecchio bianco con il nipote nero…
viaggiare a mente vuota con la valigia pesante…
viaggiare ad occhi chiusi…
viaggiare senza percorrere una strada…
viaggiare nella natura cittadina…
viaggiare nel progresso campagnolo…
viaggiare sfiorando la luna con un dito…
viaggiare senza meta…
viaggiare senza arrivare…
viaggiare stretti a sconosciuti come agli amanti…
viaggiare con un libro aperto che si legge da solo…
viaggiare col pc sulle gambe sommerso dai bagagli…
viaggiare con la voglia di cenare insieme a te…
viaggiare con una birra in valigia…
viaggiare con un cuscino sotto la testa…
viaggiare con i fazzoletti in tasca…
viaggiare sognando scomodità…
viaggiare stanchi..
viaggiare con la paura di morire…
viaggiare senza il rombo del motore…
viaggiare su due ruote..
viaggiare in quattro…
viaggiare ed arrivare…
viaggiare…
viaggiare…
•4maggio2011 • Lascia un commentoIl filosofo..
•26febbraio2011 • Lascia un commento«Il filosofo si riconosce dal fatto che egli ha, inseparabilmente, il gusto dell’evidenza e il senso dell’ambiguità… Ciò che del filosofo è caratteristico è il movimento incessante che dal sapere riconduce all’ignoranza e dall’ignoranza al sapere….La debolezza del filosofo è la sua virtù … Il mistero è in tutti come è in lui. Che cosa dice il filosofo dei rapporti dell’anima col corpo se non ciò che ne sanno tutti gli uomini…? Che cosa insegna sulla morte, se non che è nascosta nella vita, come il corpo nell’anima…? Il filosofo è l’uomo che si risveglia e che parla, e l’uomo ha in sé, silenziosamente, i paradossi della filosofia, perché, per essere davvero uomo, bisogna essere un po’ di più e un po’ di meno che uomo».
M. MERLEAU-PONTY, Elogio della filosofia, 1953
Ogni uomo uccide ciò che ama
•6aprile2010 • Lascia un commento“L’uomo aveva ucciso colei che amava : e per ciò egli doveva morire.
Eppure ogni uomo uccide ciò ch’egli ama, e tutti lo sappiamo: gli uni uccidono con uno sguardo di odio, gli altri con delle parole carezzevoli, il vigliacco con un bacio, l’eroe con una spada! Gli uni uccidono il loro amore, quando sono ancor giovani ; gli altri, quando sono già vecchi ; certuni lo strangolano con le mani del Desiderio, certi altri con le mani dell’Oro; i migliori si servono d’un coltello, affinché i cadaveri più presto si gèlino. Si ama eccessivamente o troppo poco; l’amore si vende o si compra ; talvolta si compie il delitto con infinite lagrime, tal’altra senza un sospiro, perché ognuno di noi uccide ciò ch’egli ama – eppure non é costretto a morirne. Non é costretto a morire d’una morte infamante in un giorno di tetra jattura, non ha intorno al collo il nodo scorsoio, né la maschera sulla sua faccia ; non sente, attraverso il palco, i suoi piedi precipitare nel vuoto. Non é costretto a vivere assieme a degli uomini taciturni che lo sorvegliano di giorno e di notte ; che lo spiano quando vorrebbe piangere o quando tenta di pregare; che lo spiano per la paura ch’egli stesso defraudi la prigione della sua preda. Non é costretto a destarsi sul far dell’alba per scorgere delle spaventose figure raccolte nella sua cella; il Cappellano che trema, paludato di bianco, lo Sceriffo severo, in attitudine di compunzione e il Governatore tutto nero e cerimonioso – con una gialla faccia da Giudizio Universale. Non é costretto a levarsi con una fretta che fa pietà, per indossare i suoi abiti di condannato, mentre il medico dalla bocca volgare lo cova cogli occhi e prende nota di ogni gesto grottesco e di ogni contrazione nervosa, maneggiando un orologio i cui deboli tic-tac somigliano ai colpi sordi di un orribile martello. Non é costretto a conoscere la sete bruciante che strazia la gola, prima che il carnefice con i suoi guanti di ruvido cuoio entri per la porta ferrata e vi leghi con tre cinture, in modo che la vostra gola non abbia più sete. Non è costretto ad inginocchiarsi per ascoltare il salmo dell’Ufficio dei Morti ; e, mentre il terrore della sua anima gli accerta che non é morto, non incontra la sua bara, entrando nell’orrida baracca. Né é costretto a gettare un estremo sguardo al cielo attraverso un piccolo pertugio di vetro ; e non prega con delle labbra argillose che la sua agonia termini presto; e non sente sulla sua guancia che rabbrividisce il bacio di Caifa.”
(Ballata del carcere di Reading – Oscar Wilde)
•5febbraio2010 • Lascia un commento

hai parcheggiato
hai camminato
non sai quanto
non sai dove sei
ma sei qui lontana da te
lontana da voi
lontana da uno specchio
che non dice chi sei
se sotto il cielo c’è qualcosa di speciale
passerà di qui prima o poi…
(testo di @giovi@ da AN)
la giovinezza e le età dell’uomo
•1dicembre2009 • Lascia un commentoConvinzioni. Secolari voci di corridoio. Idee popolane diffuse dagli uomini di gran classe. La giovinezza: l’unica età che tutti vivono, l’unica età che tutti piangono. “Come le foglie che fa germogliare la stagione di primavera ricca di fiori, appena cominciano a crescere ai raggi del sole, noi, simili ad esse, per un tempo brevissimo godiamo i frutti della giovinezza, nè il bene nè il male conoscendo dagli dèi [...] Breve vita ha il frutto della giovinezza, come la luce del sole che si irradia sulla terra. E quando questa stagione è trascorsa, subito allora è meglio la morte che vivere.”
Moltissimi poeti hanno scritto versi e versi sulla giovinezza, paragonandola a migliaia di magnifiche immagini, come la celeberrima primavera della vita. Ma come degradare l’estate, coi suoi dolci frutti rossi che accendono la passione e danno vita al corpo; o l’autunno coi molteplici colori che offrono le foglie degli alberi e il sapore morbido delle castagne con gli animi pieni di grande aspettativa; o l’inverno con il candore della neve sospesa sui sottili rami scuri e le bottiglie di champagne stappate nelle grandi feste in cui tutti si scambiano affettuosamente regali e baci.
Allo stesso modo sono ingiustamente declassate le varie stagioni della vita rispetto alla giovinezza, ritenuta l’unica che valga la pena d’esser vissuta. Quanti invece, quanti di quegli uomini che si ritendono ormai maturi e colti aprono realmente gli occhi? Quanti riflettono profondamente sulla giovinezza fino a giungere alla conclusione che non ha affatto più pregi e meno difetti che le altre età? E che non è certamente l’età più breve? Termina sì, col tramontar del sole, ma il sole tramonta al chiudersi dei nostri occhi; finchè il cuore batte forte e fiero il sole non abbandona il diletto del rimirarci. “Mi fere il sol che tra lontani monti, dopo il giorno sereno, cadendo si dilegua, e par che dica che la beata gioventù vien meno.”
La donna
•17novembre2009 • Lascia un commento“E dicono di noi che viviamo in casa una vita senza pericolo, mentre loro combattono in guerra; ma ragionano male. Giacchè preferirei stare tre volte presso lo scudo piuttosto che partorire una volta sola!”.
Fin dai tempi più remoti si è radicata nell’umanità l’idea di una donna inferiore all’uomo, una donna debole di fisico e di carattere, una donna sensibile, una donna che piange, una donna che non può capire…
Nella classe nobile la donna deve vivere in casa preoccupandosi di curare i suoi bei capelli lunghi, indossare vestitini soffocanti che permettono all’uomo di godere della vista dei dettagli del suo corpo, dare amore ai figli, ma solo amore: perchè il compito d’istruire ed educare spetta all’uomo, padre o precettore che sia. La donna dev’essere sempre pronta a sorridere per allietare la mente del marito soffocata dai problemi politici, economici, sociali… tutte questioni che la donna non può capire: tutte questioni da uomo!
Nella classe povera invece la donna ha molte più mansioni, davvero tante; accudisce i figli, cambia i pannolini, cucina per il pranzo, rimbocca le coperte, zappa la terra per avere qualcosa da bollire in pentola, lava i panni, li stende al sole, li porta ai bambini suoi e glieli fa indossare gambina per gambina!
E a fine giornata, come la donna nobile, fresca e riposata adempisce al suo scopo di vita: PROCREARE!
Ebbene si, la donna è quell’essere per certi tratti simile all’uomo, che serve a “darci figli legittimi ed essere fedeli delle nostre case”. Certo qualcuno potrebbe obbiettare dicendo che sono discorsi d’altri tempi, ora è tutto diverso, ora c’è il rispetto per la donna, ora le donne lavorano, votano, hanno vita sociale, si divertono…si divertono.
E’ bello pensare come un gruppo di ragazzi nel nuovo millennio possa avvicinarsi a una quindicenne, stuprarla e poi dire “si è divertita pure lei”. E se qualcuno ha il coraggio di dirmi che quel 31Marzo del 2007 la ragazzina stuprata non è stata vista dagli occhi di ben otto ‘uomini moderni’ come un semplice essere vivente nato col solo scopo di soddisfare la sessualità dell’uomo, prego, sono pronta ad ascoltare le sue argomentazioni.
Leggiamo infatti Sabina Ambrogi affermare “La pubblicità si deve rifare al mondo del desiderio, e questo si rifà al sesso”. La tv, che dovrebbe essere lo specchio della società, mostre le donne… no, mi correggo: mostra le gambe di donne che risaltano un cervello piccolo come il loro dito mignolo del piede avvolto in un eccitante tacco 12.
Tant’è vero che queste ‘donne’ spesso recitano un personaggio muto, solo l’icona di una sublime bellezza troppo stolta per permetterle di parlare a milioni d’Italiani.
E notare che osserviamo i bianchi denti delle veline pochi minuti dopo aver sentito nella pagina sociale del TG5 frasi tipo “le donne italiane sono più brave all’università, e come testimoniamo recenti studi effettuati dalla McKinsey: le aziende con maggior numero di donne in carriera funzionano meglio.” ma ditemi, qual’è la verità vera?
La verità è che è vano pensare che ‘recenti studi’ possano illuminare magicamente la mente del mondo e innalzare la donna per la sua intelligenza.
Ormai donne e uomini ragioniamo come abbiamo ragionato per migliaia di anni, se Dio questi studi li avesse fatti leggere ad Adamo, egli avrebbe visto Eva con occhi diversi ed Eva sarebbe stata consapevole delle proprie qualità.
Se Dio l’avesse detto ad Adamo, forse oggi ci sarebbe la parità dei sessi.
Ma Dio ad Adamo non l’ha detto, ed Adamo da solo non l’ha capito.
Perciò la parità dei sessi non esiste…
…non esisterà mai la parità dei sessi.
senza titolo
•12ottobre2009 • Lascia un commentoTi svegli una mattina con un cuscino stretto al petto chiedendoti perchè.
l’amore è forte come la morte
•16agosto2009 • Lascia un commentoGià… molto romanticamente spesso interpretiamo questo verso biblico con il pensiero che l’amore è un sentimento talmente forte da resistere e sopravvivere alla morte… ma per me non è solo questo…io leggo altro in queste parole…
L’amore… come la morte è qualcosa che ci conduce oltre quelli che sono i nostri limiti umani…che ci spinge oltre noi stessi…
E’ forte sì… perchè talvolta facciamo fatica a dominarlo… talvolta ci spaventa perché ci riempie di quella sensazione di infinito che spesso facciamo difficoltà a comprendere…
L’amore ci spinge a superarci… a guardare oltre quelli che sono i nostri interessi… a desiderare la pienezza e la realizzazione degli altri…ci modifica… ci trasforma…
L’amore si avvicina alla morte in quanto è parte di essa stessa…in qualche modo amare significa rinunciare a una parte di sé per donarsi agli altri….amore e morte si guardano allo specchio ogni mattina e ci invitano a vivere ogni istante con l’intensità di chi ha compreso il ritmo passeggero del tempo…
Del resto l’amore ci completa come pure la morte completa uno stadio della nostra vita…ineluttabili…amore e morte… colorano le nostre esistenze e accompagnano le nostre vite durante tutto il nostro viaggio…
Nell’amore, come nella morte, si paga il prezzo di un cambiamento radicale… un cambiamento di stato direi…. entrambe queste realtà ci portano a sperimentare una nuova dimensione… ci avvicinano all’eterno…
il cambiamento provocato dall’amore e dalla morte non ci consente più un ritorno alla condizione precedente… è un cambiamento permanente… che trasforma la nostra stessa natura in qualche modo… la nostra visione… ci investe di realtà nuove e ci rende incapaci di guardare più con gli stessi occhi…
Amore e morte… concetti uniti da questa forza che va oltre l’umano… oltre la comprensione stessa… ci ritroviamo tutti nudi dinanzi alla morte come pure dinanzi all’amore… non si può barare…
Amore e morte fanno sì parte di noi che non possiamo negarle…evitarle ma dobbiamo imparare a convivere con esse e a viverle come parte stessa di noi… come attimi che ci appartengono e ci costituiscono anche… insiti in noi…
Non si sfugge alla morte come neppure si può fuggire dall’amore…
fonte:
http://demi4jesus.wordpress.com/2007/09/11/lamore-e-forte-come-la-morte/
l’uomo e il tempo
•16agosto2009 • Lascia un commentoOggi stringo tra le mani la tessera elettorale e, nonostante non mi sia mai interessata di politica, mi sembra di stringere un documento d’immenso valore..ora il destino dello stato diepende anche da me, ora lo stato mi affida una responsabilità, ora non sono più una bambina. Me ne rendo conto, improvvisamente spiazzata..tra i gemiti del mio cervello che a volte soffre come un corpo dominato dalle convulsioni, non capendo più chi è..perchè se un giorno si sente troppo vecchio per continuare a vivere di ambizioni il giorno dopo si sente troppo giovane per vivere la sua prossima vita..e così il tempo rapido e inafferrabile scorre lento.. come se fosse stanco di correre sempre avanti senza vedere mai un traguardo..stanco lui di scappare e noi d’inseguirlo perchè è una cosa vana,un’obbiettivo capriccioso..se anche un giorno riuscissimo a prenderlo cosa cambierebbe? lo lasceremmo libero di scappare ancora perchè ci renderemmo conto che la vita non ha senso se non insegue il tempo, se il tempo si fermasse non esisterebbe più nessuno scopo..potremmo avere tutto e di tutto vorremmo niente.
Così è l’uomo,complesso e inesauribile.
24Giugno2009 23.44
piangi
•16agosto2009 • Lascia un commentosiamo arrivati a quel punto in cui tutti vogliono qualcosa da me, ma io non ho più nulla da poter dare…cosa chiedo alla fine? se non vado bene lasciatemi da parte! perchè se sono allegra m’imponete d’esser triste e se sono triste m’imponete di sorridere. Lo volete? ok lo faccio, tanto sono abituata ad insoddossar mascere tanto abituata che quando non ce l’ho sposto il filo troppo stretto…ma se volete che io sorrida sorridete, altrimenti una maschera col sorriso in mezzo a faccie tristi stona troppo!Ditemi almeno quale maschera devo mettere e quando devo cambiarla! Io non capisco perchè devo addolorarmi per una cosa che non è ancora successa sapendo addirittura che non succederà! Sarò stupida, sarò superficiale, sarò menefreghista ma se permetti io piango quando ho un motivo per farlo..non è detto che se non piango io devi piangere tu al posto mio…ma a cosa serve piangere?! in anticipo poi..se tu avessi un minimo di fiducia in me, mi avresti creduto quando ti dicevo che non ci sarebbe stato motivo di piangere e ora..che sai che avevo ragione piangi ancora..e piangevi perchè io sorridevo, e piangevi perchè io piangevo, e piangevi perchè io non piangevo più…dimmi cosa devo fare per calmarti…dimmelo. Ma è mai possibile che io debba modellare il mio umore in base ai tuoi capricci? non ti va bene..ok non ti sedere accanto a me! Cosa sono io? L’aria?! e poi sta storia…se non ci sono io non si và in montagna, se non ci sono io si và al mare, se non ci sono io non si và in campagnia, se non ci sono io no, se non ci sono io si sta tutti a casa a piangere perchè lei non c’è! ma sono così importante che se non ci sono non si può muovere un passo? Sono talmente importante che se sorrido tu piangi se piango tu piangi se non ci sono tu piangi se ci sono tu piangi. ma allora perchè non mi hai chiamato bacinella? così raccoglievo tutte le tue lacrime e poi le potevi reciclare..visto che siamo pure in tempo di crisi..la crisi..la crisi in testa ce l’abbiamo! e dimmi..su sto ascoltando, dimmi cosa devo fare..e già che sbadata, tu ora non parli e certo sei offesa perchè io ho fatto quello che volevi facessi e allora tu ora taci, e piangi! hai ragione..fai bene a piangere..piangere è bello piangere libera i sensi piangere idrata la pelle piangere attira l’attenzione piangere…piangere ti fa confondere tra la pioggia..oh piangere..ke meraviglia! ma come devo fare per farti smettere di piangere?! se resto mi dici vattene e voglio andarmene mi dici resta..se tu la smettessi di piangere forse capiresti che di piangere non ce n’è bisogno..ma finchè piangi…
08Giugno 14.47
