Il corpo

•17marzo2013 • Lascia un commento

Un insieme di linee e spazi
dal colore uniforme e pacato
un insieme di linee e spazi
ricchi di magnetismo
un insieme di linee e spazi
altrui di cui ci sentiamo parte
un insieme di linee e spazi
con la capacità di comunicare
un insieme di linee e spazi
che riesce a dire più delle parole


Il corpo emana odori
odori che comunicano emozioni
un’emozione è un odore che si libera
ed avvolge fino a possedere le anime
a renderle fatiscenti prive di razionalità
prive di volontà e di libertà
anime schiave con l’unico desiderio
di continuare ad avere un padrone da seguire
da soddisfare per rimanere nel mondo ultraterreno del piacere
un mondo ultraterreno che non svanisce nel vento
un’anima posseduta, colma, non può essere esorcizzata


 Il corpo emana sudore
sudore che si può annusare
che si può toccare
sudore che si può vedere
sudore che si può leccare
mentre la mano scivola sul fianco e scende
rubando parte di sé al corpo che desidera
e il naso la fronte la seguono sul petto
timorosi che questo momento possa fuggire
bramosi di possedere tutto
e di impadronirsene prima che il corpo si raffreddi
e smetta di trasudare il nettare degli dèi


Il corpo emana calore
calore che scalda l’aria del mondo
e l’aria che respira l’anima
calore che accellera il cuore
e rallenta il tempo
calore che crea dipendenza
ed arde senza fumo
calore che annebbia la mente
ed eccita i neuroni
calore che lascia un ricordo
e cancella la memoria


Il corpo emana magnetismo
il muscolo si tende verso il mondo
la pelle magnetica attira a sè lo sguardo
vuole essere guardata osservata desiderata
e mostrare l’omogeneità della natura
la pelle magnetica attira a sè le mani
vuole donare la morbidezza della carezza
la purezza delle sensazioni che sprigiona
la fluidità della libertà
la pienezza degli spazi e
l’imponenza delle forme, delle sue curve
la pelle vuole essere sfiorata e ricercata
per esprimere il bisogno del latte materno
la pelle vuole nascondere il futuro
e conservare la purezza del feto


 Il corpo emana rumori
suoni che scolpiscono la mente
suoni che stordiscono
suoni che rasserenano
il corpo vuole essere ascoltato
il cuore batte per farsi sentire
per esaltare la sua forza
vuole notorietà della sua potenza
il cuore batte più forte ancora
vuole un orecchio che lo ascolti
il cuore è sovrano del corpo
e un orecchio con un trono ha protezione
dorme sereno nel calore del suono


Il corpo è la parte
senza cui il tutto non può esistere
è il contenitore
senza il quale l’anima si spegne
è il motore
che dà senso al mondo.



					
				

venuto al mondo-

•15settembre2012 • Lascia un commento

Ho finito il libro! Ora ho colto il senso della foto che mi hai regalato.
l’ho chiuso, l’ho abbracciato, l’ho sigillato con un bacio.
Ora la guerra è finita!

Nido di Rondine

•15settembre2012 • Lascia un commento

il mio piccolo mondo colorato..
una brava mogliettina che sistema l’armadio e piega i vestiti del marito assente,
li guarda li accarezza, vorrebbe indossarli per sentirsi dentro di lui,
per farsi avvolgere dal suo calore incorporeo.
E immagina come potrebbe essere il suo ritorno,
già tanto atteso anche se è appena partito.
Troppo lontano dal corpo e troppo vicino al cuore, l’anima si confonde.
Un amore travolgente, una passione mortifera,
un vento gelido che la travolge e la trascina con sè fin sù in alto nel cielo,
scaldandola piano piano.. che bella vista da quassù!
Il mondo acquista un altro aspetto, migliore, perfetto..
e così la vita..
come quella di una rondine per cui è sempre estate,
è sempre felicità, che si annida vicino all’amore
ed ha sempre un marito che l’accompagna durante la maternità.
Il suo piccolo mondo è come quello di una rondine,
un piccolo nido in cui regnano solo l’amore e la felicità.
Un nido troppo piccolo,
le nostre anime si sono fuse per poter stare insieme.

Sai cosa faccio?

•25agosto2012 • Lascia un commento

Sai cosa faccio?
Quando rimango sul letto dopo aver fatto l’amore,
quando tu vai via ed io resto lì,
sdraiata,
a godermi quell’orgasmo che svanisce piano piano
prima di addormentarmi..
sai cosa faccio?
“Cosa fai?”
Rido.
“Ridi?”
Rido quasi a crepapelle.
“Amore, tu non ridi mai!”
Che dici, sono felice?

viaggiare…

•4maggio2011 • Lascia un commento

viaggiare col corpo su rotaie immobili…
viaggiare coi sensi attraverso mondi nuovi…
viaggiare con gli occhi delle nuvole…
viaggiare con l’odore di colori inaspettati…
viaggiare con gli sforzi della mente e della penna…
viaggiare con suoni lunghi kilometri…
viaggiare con dita rapide e nient’altro…
viaggiare con inchiostro contrastante…
viaggiare in una scatola gialla…
viaggiare nelle paranoie…
viaggiare nella monotonia…
viaggiare nei ricordi del presente…
viaggiare con i brividi ancora sulla pelle…
viaggiare con lo stomaco in subbuglio…
viaggiare col cellulare spento…
viaggiare con scarpe traballanti…
viaggiare col respiro affannato ed il cuore troppo forte…
viaggiare con uno sguardo più attento…
viaggiare senza orologio al polso…
viaggiare masticando un chewngum a denti stretti…
viaggiare chiedendosi chi sia Franco Tosi e perchè la goodyears faccia volare dirigibili…
viaggiare soli…
viaggiare tra epoche diverse…
viaggiare con l’ano ben chiuso…
viaggiare con parole sconosciute…
viaggiare al secondo piano…
viaggiare in un cilindro…
viaggiare incontrando sempre le stesse facce…
viaggiare osservando un vecchio bianco con il nipote nero…
viaggiare a mente vuota con la valigia pesante…
viaggiare ad occhi chiusi…
viaggiare senza percorrere una strada…
viaggiare nella natura cittadina…
viaggiare nel progresso campagnolo…
viaggiare sfiorando la luna con un dito…
viaggiare senza meta…
viaggiare senza arrivare…
viaggiare stretti a sconosciuti come agli amanti…
viaggiare con un libro aperto che si legge da solo…
viaggiare col pc sulle gambe sommerso dai bagagli…
viaggiare con la voglia di cenare insieme a te…
viaggiare con una birra in valigia…
viaggiare con un cuscino sotto la testa…
viaggiare con i fazzoletti in tasca…
viaggiare sognando scomodità…
viaggiare stanchi..
viaggiare con la paura di morire…
viaggiare senza il rombo del motore…
viaggiare su due ruote..
viaggiare in quattro…
viaggiare ed arrivare…
viaggiare…

Il filosofo..

•26febbraio2011 • Lascia un commento

«Il filosofo si riconosce dal fatto che egli ha, inseparabilmente, il gusto dell’evidenza e il senso dell’ambiguità… Ciò che del filosofo è caratteristico è il movimento incessante che dal sapere riconduce all’ignoranza e dall’ignoranza al sapere….La debolezza del filosofo è la sua virtù … Il mistero è in tutti come è in lui. Che cosa dice il filosofo dei rapporti dell’anima col corpo se non ciò che ne sanno tutti gli uomini…? Che cosa insegna sulla morte, se non che è nascosta nella vita, come il corpo nell’anima…? Il filosofo è l’uomo che si risveglia e che parla, e l’uomo ha in sé, silenziosamente, i paradossi della filosofia, perché, per essere davvero uomo, bisogna essere un po’ di più e un po’ di meno che uomo».

M. MERLEAU-PONTY, Elogio della filosofia, 1953

Ogni uomo uccide ciò che ama

•6aprile2010 • Lascia un commento

“L’uomo aveva ucciso colei che amava : e per ciò egli doveva morire.
Eppure ogni uomo uccide ciò ch’egli ama, e tutti lo sappiamo: gli uni uccidono con uno sguardo di odio, gli altri con delle parole carezzevoli, il vigliacco con un bacio, l’eroe con una spada! Gli uni uccidono il loro amore, quando sono ancor giovani ; gli altri, quando sono già vecchi ; certuni lo strangolano con le mani del Desiderio, certi altri con le mani dell’Oro; i migliori si servono d’un coltello, affinché i cadaveri più presto si gèlino. Si ama eccessivamente o troppo poco; l’amore si vende o si compra ; talvolta si compie il delitto con infinite lagrime, tal’altra senza un sospiro, perché ognuno di noi uccide ciò ch’egli ama – eppure non é costretto a morirne. Non é costretto a morire d’una morte infamante in un giorno di tetra jattura, non ha intorno al collo il nodo scorsoio, né la maschera sulla sua faccia ; non sente, attraverso il palco, i suoi piedi precipitare nel vuoto. Non é costretto a vivere assieme a degli uomini taciturni che lo sorvegliano di giorno e di notte ; che lo spiano quando vorrebbe piangere o quando tenta di pregare; che lo spiano per la paura ch’egli stesso defraudi la prigione della sua preda. Non é costretto a destarsi sul far dell’alba per scorgere delle spaventose figure raccolte nella sua cella; il Cappellano che trema, paludato di bianco, lo Sceriffo severo, in attitudine di compunzione e il Governatore tutto nero e cerimonioso – con una gialla faccia da Giudizio Universale. Non é costretto a levarsi con una fretta che fa pietà, per indossare i suoi abiti di condannato, mentre il medico dalla bocca volgare lo cova cogli occhi e prende nota di ogni gesto grottesco e di ogni contrazione nervosa, maneggiando un orologio i cui deboli tic-tac somigliano ai colpi sordi di un orribile martello. Non é costretto a conoscere la sete bruciante che strazia la gola, prima che il carnefice con i suoi guanti di ruvido cuoio entri per la porta ferrata e vi leghi con tre cinture, in modo che la vostra gola non abbia più sete. Non è costretto ad inginocchiarsi per ascoltare il salmo dell’Ufficio dei Morti ; e, mentre il terrore della sua anima gli accerta che non é morto, non incontra la sua bara, entrando nell’orrida baracca. Né é costretto a gettare un estremo sguardo al cielo attraverso un piccolo pertugio di vetro ; e non prega con delle labbra argillose che la sua agonia termini presto; e non sente sulla sua guancia che rabbrividisce il bacio di Caifa.”

(Ballata del carcere di Reading – Oscar Wilde)